Olivia Tremor Control: intervista a John Kiran Fernandes

Gli Olivia Tremor Control e i Circulatory System sono due tra le band che maggiormente mi hanno intrigato nel collettivo musicale americano Elephant6. Assieme a progetti come Beulah, Apples In Stereo e Neutral Milk Hotel questi gruppi hanno contribuito con le loro canzoni scarne, psichedeliche e nostalgiche a creare un nutrito immaginario di suoni e suggestioni genuino e incredibilmente prolifico. In questo articolo intervistiamo John Kiran Fernandes, polistrumentista per numerose band di Athens e dintorni.

Olivia Tremor Control John Kiran Fernandes

Ciao John. Come hai iniziato ad affacciarti alla musica? Ho iniziato a prendere lezioni di violino all’età di sette anni. Quindi sono passato al sassofono alle elementari. Alle superiori entrai a far parte di una band con Scott Spillane, John D’Azzo, Joel Evans e altri. Quindi ho dato vita ad un progetto chiamato Sock the Monkey con i miei amici Lucy Calhoun e Beth Sale. A diciannove anni mi sono unito agli Olivia Tremor Control come bassista. Ogni tanto ci infilavo anche un po’ di clarinetto, violino e sassofono. Ora suono per sei gruppi: i Circulatory System, gli Old Smokey, The New Sound Of Numbers, i Moths, i Dream Boat e i Freehand.E i tuoi favoriti sono?Ma dai! Sarebbe come dovere scegliere tra uno dei propri figli quello preferito! Li amo tutti!C’è qualche altro strumento che ti piacerebbe imparare a suonare?Sai che non ci ho mai pensato? Penso di esser già abbastanza a posto con quelli che suono già.Ti ricordi il primo album che hai comprato?Penso fosse dei New Edition, New Edition LPMa avevi anche dei poster attaccati alle pareti di camera tua?Sì, quando ero giovane avevo tanta robaccia messa su a caso, perfino un poster dei The The, e pensa che non ne avevo mai nemmeno sentito parlare.Ah! Ah! Ah! Io avevo un poster di Annie Lennox in un vestito succinto e glitter. Mia madre non era mica tanto contenta! Ti piacevano gi Eurythmics? Alcuni dei loro pezzi sono tosti!

Com’è iniziata la tua avventura con gli Oliva Tremor Control?Gli Olivia Tremor Control sono nati da una sorta di evoluzione dei Synthetic Flying Machine che erano W. Cullen Hart, Bill Doss, Shannon Willis e Jeff Mangum. Durante le registrazioni del primo sette pollici degli Olivia Tremor Control California Demise Facevano parte del trio Will, Bill e Jeff. Io sono entrato a far parte del gruppo dopo che Jeff Mangum ha abbandonato la band per concentrasi sul suo progetto Neutral Milk Hotel. Per un po’ siamo stati un quartetto, con Bill, Will, Kelly Noonan ed io. Quindi ai tempi del doppio album Dusk At Cubist Castle Eric Harris si è aggiunto al gruppo. Peter Erchick invece è arrivato nel periodo del doppio album Black Foliage: Animation Music.Qual’è il ricordo più forte che hai di quando suonavi in questo gruppo?Tanti! Abbiamo girato il mondo e passato veramente tanto tempo assieme. Mi ricordo bene il nostro viaggio ad Amsterdam, dove Eric aveva iniziato a pensare di stare volando al di sopra del suo letto. Non ho mai suonato con il plettro, e suonavo abbastanza forte, così una volta la pelle delle dita si è lacerata spargendo sangue ovunque sul basso. Molto rock!E la tue band preferite del collettivo Elephant6? Gli Apples in Stereo, i Neutral Milk Hotel, The Music Tapes, The Gerblis, The Minders, i Summer Hymns.

Olivia Tremor Control Ma il nome Elephant6 com’è venuto fuori?Dovresti chiederlo a Will Hart.Che cosa ci dobbiamo aspettare da Mosaics within Mosaics?Gran viaggione quell’album! La maggior parte dei mix provengono dalla cameretta di Will, quindi risentono molto della sua impronta. C’è un buon bilanciamento di contributi da parte di Derek Almstead, Heather McIntosh e me.  Jeff Mangum e Jeremy Barnes suonano qualche parte di batteria. Diciamo che è abbastanza un capolavoro.Quali band ti hanno influenzato di più? Le mie cose solistiche si rifanno molto alla musica etno-folkloristica, artisti dediti all’home recording a 4 tracce come Alastair Galbraith e Daniel Johnston. Anche il free jazz ha la sua parte, grazie a musicisti come Peter Kowald e Leroy Jenkins. Will è fissato con tanta buona musica come i Royal Trux e i Fall, ma quando si tratta di comporre si crea veramente un mondo a parte. Poi ci sono chiaramente gli amori di sempre: Brian Wilson, i Beatles e i Big Satr.John, Paul o George?Beh, sono tutti dei grandi, ma è stata l’amalgama delle loro differenti personalità a renderli così speciali.

Potete approfondire l’ascolto del material prodotto da John Kiran Fernandes all’indirizzo Bandcamp della sua etichetta Cloud Recodings: http://cloudrecordings1.bandcamp.com/album/cloud-recordings-sampler.

The intervew in English

Hi John. How did you get involved with music?

I started taking violin lessons when I was 7 years old. Then took saxophone lessons in junior high. In high school I played in a band with Scott Spillane, John D’azzo, Joel Evans, etc. Then started a project called Sock the Monkey with my friends Lucy Calhoun and Beth Sale. When I was 19, I joined The Olivia Tremor Control on bass guitar. Eventually I started playing some clarinet, violin, and saxophone with them as well. I now play in six bands – Circulatory System, Old Smokey, The New Sound of Numbers, Moths, Dream Boat, and Freehand.

And your favourite one is?

That would be like trying to pick a favorite child – I love them all! : )

Is there any new instrument you would like to learn?

I haven’t really thought about that, I’m pretty happy with the instruments I already play.

Which was the first record you owned?

I think it was the New Edition – New Edition LP

Have you ever had posters in your room?

Yeah, when I was young I had a bunch of random stuff up – a poster by The The even though I hadn’t heard them.

Ah! Ah! Ah! I had a Annie Lenox poster in a glittery dress. My mother was quite disapponted by that! Did you like Eurythmics?

I’ve heard some Eurythmics tracks that are great : )

How did it started with Olivia Tremor Controls?

The Olivia Tremor Control evolved out of Synthetic Flying Machine who were: W. Cullen Hart, Bill Doss, Shannon Willis, and Jeff Mangum. They were the trio of Will, Bill, and Jeff for the first The Olivia Tremor Control 7-inch “California Demise”. I joined the group after Jeff Mangum left to focus on his project Neutral Milk Hotel. We were a four piece for a while with Bill, Will, Kelly Noonan, and I. Then by the time of the Dusk at Cubist Castle double LP – Eric Harris joined the group. Peter Erchick joined for the double album Black Foliage: Animation Music.

Which is the strongest memory you have of being in that project?

So many great memories – we toured the globe and spent so much time together. I remember our trip to Amsterdam when Eric thought he was floating about his bed. I never played with a pic and played pretty hard and once my fingers split open with blood splattering all over the bass. We rocked it out.

Which is your favourite band from Elephant 6, and where did the name came from?

I love so many Elephant 6 bands – The Apples (in Stereo), Neutral Milk Hotel, The Music Tapes, The Gerbils, The Minders, Summer Hymns, etc. Will Hart came up with the name the Elephant 6 Recording Company.

What shall we expect from Mosaics within Mosaics?

That record is a great trip. Most of the mixes originated from Will’s bedroom, so they have his signature production style. There is a perfect balance of contributions from Derek Almstead, Heather McIntosh, and myself. Jeff Mangum and Jeremy Barnes play drums on some of the tracks. It’s quite a piece of work : )

Which band influnenced the most your songs and who do you think you inspired the most outside Elfant 6?

My solo material is pretty inspired by Ethnic folk music, 4-track artists like Alastair Galbraith and Daniel Johnston, and free jazz musicians like Peter Kowald and Leroy Jenkins. Will is in to lots of great music like the Royal Trux and the Fall, but he’s really into his own world when he creates music. Of course he’s always loved Brian Wilson, the Beatles, Big Star, etc. too.

John, Paul or George?

They are all great, it was the matching of their various personalities that made The Beatles so great : )

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Marco Zondini

Autore: Marco Zondini

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